A proposito di muretti sul mare

scritto da giorgiog1
Scritto 16 giorni fa • Pubblicato 17 ore fa • Revisionato 16 ore fa
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Nella foto del ’83 c’è un bambino sul muretto, mio figlio, la zappa più grande di lui, che “aiuta” Antonio tra le viti dello sciacchetrà.
- Nota dell'autore giorgiog1

Testo: A proposito di muretti sul mare
di giorgiog1

Se vi fate un giretto nei sentieri delle 5 Terre, passando per i viottoli che si inerpicano tra le piane coltivate a viti, vi capiterà di osservare i caratteristici terrazzamenti limitati da "fasce" o muretti.
Vi apparirà un paesaggio che muta nel corso delle stagioni per il colore che prende la vite: in estate il verde ramato dei vigneti prevale o si alterna col bruno chiaro delle arenarie, in autunno si carica dell'oro dei grappoli e del rosso delle foglie prossime a cadere.
E, nei mesi invernali, di qualche pianta di crisantemo piantata a caso dove la macchia non è ancora arrivata.
In inverno, quando cinguetta il pettirosso, se passate dal mio amico Antonio, e lo trovate di luna buona, provate a chiedergli se ha, per caso e pagando, da farvi gustare un bicchierino del suo sciacchetrà. Se gli state simpatici gusterete tutto il sapore di quel sole, di quell'azzurro e di quel mare.
Forse non vi chiederà un euro, ma dovrete sorbirvi una lezione su Pascoli o Sbarbaro o Firpo; a vostra scelta e sarà difficile trovare il modo di scollegarvi per riuscire a proseguire il cammino. Meglio dire subito che vi stanno aspettando.
Lui è fatto così, anzi era, perché il mio amico ora è a litigare nei pascoli del Cielo, quel vigneto è abbandonato e i muretti distrutti dalle incursioni dei cinghiali e dall'avanzare della macchia.

...e  così torno anch'io, 
tra i filari sopravvissuti,
a cercare il sole
che si infila tra i rovi,

per leggere,
oltre le pietre rimaste
dell’antico confine,

il racconto di una casa
con la finestra sul mare
e il pavimento di pietra.

Porterò la falce
per liberare le viti
dalle spine,

e rivedere l’Antonio,
le braccia forti,
farsi ancora più piccolo

per vincere,
con un corno di zappa,
quella terra sassosa e calda:

madre paziente dello sciacchetrà
— che così buono non lo faceva nessuno —
ci teneva a dirlo.

Porterò la falce
per ripulire l’aia
e ritrovare la sedia di paglia rotta
dove l’Antonio,
se non zappava, leggeva,
e se non pregava, pensava male.

Ora che la malattia l’ha preso
sta lassù a tener d’occhio la grandine
e il vento di levante,

mentre insegna alla pazienza santa 
a far più buono
il vino della messa.

A proposito di muretti sul mare testo di giorgiog1
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